continente di plastica

Mar 16, 2018 · si ma c’è il vantaggio che la natura ha effettuato il servizio di raccolta in un posto: basta andare con delle navi e raccogliere. la plastica usata c’è pure chi la paga.

Nessuna singola nazione ha la responsabilità diretta di questi tratti di mare, ma, al tempo stesso, molti individui e organizzazioni internazionali si stanno dedicando a cercare almeno di impedire che il continente di plastica si ingrandisca. Eliminarlo del tutto al momento non sembra possibile.

Tanto innamorato che quando ha appreso la notizia dell’esistenza di un continente di plastica, grande quasi quanto il Mediterraneo, nel bel mezzo dell’oceano Pacifico ha preso su armi e bagagli ed è andato a Londra ad incontrare il capitano Charles Moore che per primo lo ha scoperto e denunciato al mondo.

Fate una prova, prendete una specie di rastrello, quello che usano i bambini per giocare e guardate quanti microframmenti ci sono! Da dove viene l’isola di plastica? L’hanno formata i milioni di oggetti di plastica usa e getta, di polietilene, che utilizziamo ogni giorno, bicchieri, piatti, bottiglie.

«Voglio mostrare a tutti questa enorme isola di plastica, una terra incognita perchè, come l’Antartide di una volta, si conosce la forma ma nessuno l’ha vista da vicino»

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Decine di migliaia di tonnellate di rifiuti in plastica galleggiano in superficie in tutti gli oceani del mondo, accumulandosi in corrispondenza dei cinque principali vortici subtropicali, spiegano gli studiosi che hanno tracciato la mappa di queste “isole di spazzatura”.

Continua la battaglia contro la plastica che inquina il nostro pianeta e sta rischiando di soffocare l’Oceano Pacifico. Luz Interruptus, il collettivo creativo spagnolo, ha realizzato un’installazione artistica a Madrid che mostra l’impatto dell’ottavo continente, quello fatto di plastica.

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Perché atterrarci è impossibile: il settimo continente è un continente di plastica, un’isola spazzatura aggregata nel corso dei decenni dal gioco delle correnti, dalla …

Due isole, un nuovo continente. Di spazzatura. 176. Una sconfinata distesa di plastica sminuzzata, bottiglie, palloni, spazzolini da denti, buste di plastica, filtri di …

Il nostro materiale siete liberi di riprodurlo, diffonderlo, interpretarlo, fraintenderlo, distorcerlo, alterarlo, potete copiarlo citando la fonte oppure pretendere di esserne voi gli autori, senza bisogno di chiedere il …

Del “continente di plastica”, un’enorme isola galleggiante che si è formata nel corso del decenni nel Nord del Pacifico a causa del gioco delle correnti.

L’Isola di plastica del Pacifico è nota anche come Grande chiazza di immondizia del Pacifico ed è, leggiamo su Wikipedia, “un enorme accumulo di spazzatura galleggiante (composto soprattutto da plastica) situato nell’Oceano Pacifico, approssimativamente fra il 135º e il 155º meridiano Ovest e fra il 35º e il 42º parallelo Nord.

Dal Golden Gate al pieno Pacifico per liberare il pianeta dal Continente di plastica. Dopo cinque anni di test, da San Francisco il Maersk Launcher è salpato trainando l’avveniristica barriera

Diversi continenti di plastica. Il team di scienziati ha constatato che esiste un vero e proppio continente di plastica nel Nord Atlantico. Molti rifiuti sono visibili ad occhio nudo: secchi, bottiglie, stivali, elmetti e plastiche di ogni tipo mostrano un eccessivo inquinamento della acque del globo.

La sua meta è il Great Pacific Garbage Patch, un non continente fatto di plastica di un milione e mezzo di chilometri quadrati, circa tre volte la dimensione della Francia che si trova tra San Francisco e le Hawai. «Nel 2008 attraversai l’Oceano Pacifico partendo da Lima in Perù in direzione dell’Australia e navigai sotto l’equatore.

Immaginate di star facendo una crociera in barca a vela quando, nel bel mezzo del nulla, oceano a perdita d’occhio dappertutto, scoprite davanti a voi un’isola, anzi un continente.

Oceano Pacifico – Il nuovo continente di plastica: 2500 chilometri di diametro, suddiviso in due “isole” di rifiuti che si concentrano nei pressi del Giappone e a ovest delle Hawaii, formando un vero e proprio continente delle dimensioni dell’intero territorio del Canada.

Tanto innamorato che quando ha appreso la notizia dell’esistenza di un continente di plastica, grande quasi quanto il Mediterraneo, nel bel mezzo dell’oceano Pacifico ha preso su armi e bagagli ed è andato a Londra ad incontrare il capitano Charles Moore che per primo lo ha scoperto e denunciato al mondo.

La plastica non si dissolve, resta nell’acqua, si rompe, si spezza, ma non è biodegradabile, ci ha sottolineato Moore.Gli organismi si nutrono di questi pezzettini di plastica e analizzandoli si possono trovare questi frammenti nel loro corpo.

Il settimo continente: il mare della plastica Giovedì 10 Settembre 2009 21:03 tanto che in alcuni campioni di acqua marina prelevati nel 2001 la quantita’ di plastica superava di sei volte quella dello zooplancton (la vita animale dominante dell’area).

“L’obiettivo a medio termine è dimezzare le dimensioni del Continente di plastica in 5 anni” “La nostra principale missione consiste al momento nel provare che il dispositivo funziona” – dice Boyan Slat, Amministratore delegato e fondatore di The Ocean Cleanup.

L’associazione Settimo Continente vuole essere punto di partenza, incontro ed aggregazione per tutte le realtà che vogliono pensare che la loro forza morale e sensibilità sociale, unita a quelle di tanti altri, possano valorizzare quelle parti di mondo geografico o di prossimità considerate “detriti alla deriva” .

Guarda il video(07:00) “Non sapevo che cosa stesse succedendo al nostro mare, come stanno cambiando i suoi fragili equilibri, non sapevo che questo avesse una diretta conseguenza sulla vita che

Anche se non ci sono dati certi è presumibile che “il continente” si sia formato tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta ed costituto per circa l’80% da plastica che, poco biodegradabile

Un continente di plastica in mezzo al mare Pacific Trash Vortex: un immenso accumulo di rifiuti galleggianti nel Pacifico, composto prevalentemente da plastica. L’”isola” si trova tra 135-155° W e 35-42° N, è grande da due a quattro volte l’italia (non c’è una stima esatta) e galleggia in mezzo al mare con uno spessore dai 6 ai 30

Di tutta la plastica prodotta nel mondo, il 10% finisce negli oceani, dove costituisce il 90% dei rifiuti galleggianti; è stato calcolato che in alcune zone la quantità di plastica presente nell’acqua marina supera di sei volte quella del plancton, l’alimento base di moltissimi organismi che popolano gli oceani.

Atlantidump, il continente di plastica – Secondo capitolo. Quando c’è una lingua comune, tra sconosciuti, è più facile capirsi e superare le differenze. Lo ammetto: se sono tornato a casa sano e salvo, forse è merito della mia capacità di comunicare con quelle creature.

La sua meta è il Great Pacific Garbage Patch, un non continente fatto di plastica di un milione e mezzo di chilometri quadrati, circa tre volte la dimensione della Francia che si trova tra San Francisco e …

Benvenuti nel mondo delle isole di plastica.Il pianeta da alcuni anni ha un nuovo continente. Stiamo parlando dell’immenso conglomerato di rifiuti, plastica soprattutto, che galleggia nel Pacifico: Great Pacific Garbage Patch.Nel mezzo del nord del Pacifico rifiuti che si sono ammassati su una superficie stimata da 700.000 kmq a 15.000.000 chilometri quadrati.

Polesine. Nasce il primo giornale on-line scritto dai naviganti.

I . Per diversi anni spesso sentito parlare di settimo continente, una grande isola di immondizia e flotta plastica presumibilmente da qualche parte nell’Oceano Pacifico.

E la plastica è il colpevole numero uno della moria di tutte le specie di cui sopra. È stato l’Istituto francese di ricerca per lo sviluppo (IRD) a lanciare l’allarme. E, secondo quanto affermato da Laurence Maurice, al forum Water Week che si è tenuto in Ecuador, a Quito, la situazione è destinata a peggiorare.

E che di certo non mancherà di contagiare anche la terra che, senza il mare, non può esistere. In tutto il pianeta sono stati scoperti fino ad ora 5 enormi isole di plastica.Isole in continua espansione perché l’uomo continua a consumare plastica usa e getta.

Ha attraversato i deserti, gli oceani e i luoghi più freddi del mondo per raccontare lo stato di salute del pianeta. Ora Alex Bellini, esploratore e avventuriero valtellinese, sta per …

In alcuni campioni di acqua la quantità di plastica superava di sei volte quella dello zooplancton. Il disastro non è circoscritto a quell’area perchè i branchi di pesci, risucchiati dal vortice, si spostano in zone dove normalmente non vivrebbero, inquinando a loro volta altre specie.

Non c’è nulla di naturale in quella grande isola. Secondo le stime più recenti, fatte da chi la osserva e la studia, peserebbe approssimativamente 3,5 milioni di tonnellate, con una densità di 3,34 milioni di oggetti di piccole dimensioni per chilometro quadrato, di cui l’80 per cento è plastica.Non solo.

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PIU’ grande di tutto il Messico, almeno otto volte la superficie dell’Italia, pari a tutto il mar Mediterraneo. Tanto è grande una nuova isola di plastica scoperta nei mari del Sud Pacifico.

Non sapevo che cosa stesse succedendo al nostro mare, come stanno cambiando i suoi fragili equilibri, non sapevo che questo avesse una diretta conseguenza sulla

Il capitano Charles Moore, lo scopritore nel 1997 del ‘continente di plastica’ (Great Pacific Garbage Patch) dell’Oceano Pacifico dal 4 al 9 ottobre prossimi sarà per la prima volta in

La densità è simile a quella di un cucchiaio di confetti di plastica sparsi su un campo di calcio”. Fra i rimedi consigliati dagli esperti, spicca la necessità di abbandonare globalmente i sacchetti di plastica usa e getta. Una scelta già fatta dall’Italia, che adesso tutta l’Europa vuole imitare.

Il settimo continente (Der siebente Kontinent) è un film del 1989 scritto e diretto da Michael Haneke. È il suo debutto nel cinema, dopo alcuni film realizzati per la tv. È inoltre il primo capitolo della Trilogia della glaciazione, che comprende anche Benny’s Video e 71 frammenti di una cronologia del caso.

Trama ·
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In Asia i ritrovamenti di questo tipo cominciano a diventare abbastanza comuni, a giugno ad esempio la morte di un altro cetaceo con 80 pezzi di rifiuti di plastica nel suo stomaco aveva attirato

Un continente di plastica in mare. Si trova nell’Oceano Pacifico, lo chiamano Pacific Trash Vortex ed è stato scoperto da alcuni marinai che navigavano in quella zona. L’ha creato l’uomo con tutti i rifiuti che getta in mare ed ha assunto le dimensioni di.

In realtà il “continente di plastica” è composto da due grandi masse di rifiuti: c’è una massa a sud-ovest del Giappone e una a nord-ovest delle Hawaii. Anche se le sue misure non sono note con precisione, si stima possa essere estesa tra i 700.000 km ² e i 10 milioni di km² e che sia profonda circa 30 metri .

IL CAPITANO CHARLES MOORE, LO SCOPRITORE DEL ‘CONTINENTE DI PLASTICA’, PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA PER UN TOUR AMBIENTALISTA aggiunto da Matteo Della Torre il 3 Ottobre 2015 Leggi gli altri post di Matteo Della Torre → eBook. Lascia un commento Cancella il commento.

L’isola di plastica “Sono Nicolò Carmineo, insegno all’Università di Bari, ma sono anche uno scrittore e un navigatore, in questi ultimi tre anni ho compiuto un lungo viaggio, che mi ha portato dagli oceani al nostro Mediterraneo, e voglio raccontarvelo.

Il problema è di dimensioni spaventose e le soluzioni possibili non sono di semplice attuazione, ma una cosa è certa: nel nostro piccolo possiamo fare molto, anzitutto diffondendo questa notizia e poi, inevitabilmente, dichiarando guerra a plastica e inciviltà. La posta in gioco è alta, il tempo finito: è ora di …

Questo cumulo di plastica è dovuto, oltre a situazioni eccezionali come il lancio volontario di oggetti fuori bordo in situazioni di emergenza (jetsam) o la perdita di materiale in caso di incidente (floatsam), soprattutto all’abbandono volontario di rifiuti in mare da parte di aziende e città costiere.

costituita per l’80% da plastica che si è fotodegradata negli anni spaccandosi in miliardi e miliardi di piccoli pezzi fino a raggiungere le dimensioni dei polimeri che la compongono.

Domenicale Agostino Pietrasanta Alessandria: Sconcertati o indifferenti; anzi, molto più indifferenti che sconcertati. Si tratta delle reazioni del cittadino medio, a fronte